Una fede più sana e fiduciosa in Dio

Durante la traversata degli Israeliti nel deserto verso la Terra Promessa, tante volte gli israeliti rifiutarono di confidare in Dio. Uno di questi eventi è successo quando Mosè inviò dodici uomini a esplorare il paese in cui sarebbero entrati, poiché dovevano preparare un’azione tattica di conquista (Numeri 13.1-33).

Quaranta giorni dopo quei dodici uomini tornarono con un resoconto di ciò che avevano visto. Due di loro, Giosuè e Caleb, dissero che il paese che il Signore aveva promesso a Israele era ricco e fertile. Ma gli altri dieci portarono brutte notizie, sostenendo che la terra non poteva essere conquistata a causa della forza superiore dei suoi abitanti. Questo racconto fece sì che gli israeliti si scoraggiassero e si ribellassero. I dettagli di questa storia hanno molto da insegnarci per quanto riguarda la fede e la fiducia in Dio (Numeri 14.1-11).

 

1 – Dio è sempre buono

Molti isareliti pensavano che Dio li stesse facendo soffrire nel deserto e che li stesse guidandoli per entrare in una terra per essere massacrati: Perché il SIGNORE ci conduce in quel paese dove cadremo per la spada? Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico”  (Nu 14.3).

   Pensare che Dio a volte è cattivo non è avvenuto solo con il popolo di Israele nel deserto. Molti oggi pensano che Dio sia responsabile dei tutti i mali del mondo. Ma questo è un pensiero ribelle. Dio non è e non fa niente di male. Gli’infortuni e le situazioni difficili fanno parte della vita, e succedono con i giusti e con i malvagi. Pertanto, incolpare Dio, come fecero gli israeliti, è un segno di ribellione, perché Lui è essencialmente buono.

 

2 – La vita con Dio è migliore della vita senza di Lui

Gli israeliti volevano tornare indietro: “Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto?» E si dissero l’un l’altro: «Nominiamoci un capo, torniamo in Egitto!” (14:3- 4). Volevano tornare alla schiavitù.

Molte persone dicono che la religione rende schiavi, e questo è vero: la religione infatti rende l’uomo schiavo. Ma il rapporto personale con Dio attraverso Suo Figlio Gesù Cristo no! Dio non ci ha resi liberi per portarci in un’altra schiavitù e la vita lontano dalla grazia di Dio non è migliore di oggi.

Chi ha già sperimentato la libertà che Cristo dà, non puoi pensare di tornare alla schiavitù di prima, alla vita senza la comunione con Dio attraverso Gesù. Quibdi, pensare di tornare indietro, dopo aver già sperimentato la libertà, è una insensatezza (Galati 3.1).

 

3 – Vedere ciò che Dio ha già fatto e fidarsi di ciò che ancora farà

“E il SIGNORE disse a Mosè: «Fino a quando mi disprezzerà questo popolo? Fino a quando non avranno fede in me dopo tutti i miracoli che ho fatti in mezzo a loro?” (Nu 14.11). Gli israeliti hanno dimenticando i segni e i prodigi che il Signore aveva operato fino a quel giorno.

Quando guardiamo indietro possiamo vedere che Dio ha già manifestato il Suo potere nella nostra vita. E quando guardiamo a ciò che Lui ha già fatto, siamo incoraggiati ad andare avanti con fiducia perché Lui ci porterà sempre in luoghi migliori.

   Perciò, anche quando attraversi quei giorni molto difficili, dobbiama fidarci di Dio perché è buono e la vita con Lui è e sarà sempre migliore della vita lontano da Lui. E chi ha questa fiducia può sempre riposare, sapendo che Lui farà ancora molte cose buone. Bisogna aspettare con fede e fiducia, senza dubitare e senza mai perdere la speranza.

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