Partecipare all’evangelizzazione del mondo

Grazie a una grande mobilitazione missionaria che lo Spirito Santo sta guidando, in ogni continente la Chiesa del Signore avanza e il numero di cristiani cresce. Le previsioni sono che tra pochi anni l’Africa sarà il continente più cristiano. Anche in Asia, nonostante la grande persecuzione, la Chiesa cresce. Lo stesso succede nelle Americhe e in Oceania. E in Europa? Qui c’è una realtà diversa. Dagli anni ’70 del secolo scorso la crescita cristiana in Europa ha il peggiore indice tra tutti i continenti.

 

Da molto tempo l’Europa è passata dallo status di “evangelizzatrice” ad essere un campo missionario. Negli ultimi decenni molte chiese sono state vendute e sono diventate altre strutture come biblioteche, bar e persino piste da skateboard. In Gran Bretagna, 1.900 chiese sono state chiuse negli ultimi 40 anni. E che dire dell’Italia? Si stima che gli evangelici siano solo lo 0,8% della popolazione (compresi italiani e stranieri).

 

Come parte della Chiesa di Cristo, come possiamo rispondere al clamore dei popoli, delle società, delle nazioni e di un mondo che vive in crisi e lontano da Dio, che sta gridando per la pace, ragione di vivere e salvezza eterna? Nella Bibbia abbiamo diversi esempi di persone che hanno risposto a questo tipo di clamore.

 

Uno di questi fu Neemia. Quando vide che Gerusalemme, la città simbolo della nazione Israelita, era distrutta, il grido della sua gente lo ha spinto a digiunare e pregare (Ne 1:1-4). Nel nostro tempo, se vogliamo vedere le persone ai piedi del Signore e le nazioni evangelizzate, abbiamo bisogno di avere dei “Neemia” tra di noi che si dispongono a piangere, pregare e digiunare per la “chiesa perseguitata”, per i popoli non evangelizzati, per gli europei e per gli italiani senza Cristo.

 

L’altro personaggio fu Isaia, che si rese disponibile ad andare agli Israeliti dopo che vide la gloria di Dio e sentì che i suoi connazionali vivevano nel peccato e senza speranza (Is 6:1-8). Lui disse: “Eccomi, manda me.” Anche oggi abbiamo bisogno di molti “Isaia” per andare e rispondere al grido di un mondo senza Dio. Se, però, non si puo’ andare personalmente ai campi di missioni, si puo’, oltre a pregare, dare le offerte affinché altri vadano. Ciò è anche un modo per dire: “Eccomi, Signore”.

 

Quindi, come cristiani dobbiamo fare ferventi preghiere per l’evangelizzazione del mondo e sostenere il lavoro missionario a livello locale, nazionale e mondiale con le offerte, senza dimenticare di preparare i missionari ad andare nei campi per proclamare il Vangelo.

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