La vera gioia di un cristiano

Non c’è benedizione più grande che vivere sotto la grazia e l’amore di Dio e non c’è gioia più grande che avere il nome scritto nei cieli.

 

Gesù ebbe molti altri seguaci oltre i suoi dodici apostoli e in un’occasione “Il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov’egli stesso stava per andare” (Luca 10.1). Li avvertì che sarebbero stati esposti all’opposizione e a tutti i tipi di pericoli che sono caratteristici di un mondo senza Dio e che non vuole nessuna relazione con Dio: “Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” (luca 10.3). Così quei settanta discepoli partirono per realizzare quella grande missione.

 

Quando sono tornati erano pieni di gioia per tutto ciò che hanno visto e fatto: hanno predicato la buona notizia del Regno di Dio, parlato alla gente dei miracoli di Gesù e spiegato loro gl’insegnamenti del Signore. Inoltre, quei discepoli hanno superato pericoli estremi calpestando serpenti e scorpioni ed erano meravigliati di tutto ciò che è successo e stupiti perché persino scacciarono i demoni nel Suo nome!

 

Però, nonostante quel racconto entusiasta, Gesù mette in guardia quei settanta discepoli e li avverte di non esagerare l’importanza degli atti che avevano compiuto: “Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Luca 10.20).

 

Gesù ricorda loro che la gioia più grande dovrebbe essere dovuta alla cosa più importante: che i loro nomi erano scritti nei cieli; questo deve essere il vero e più grande motivo di allegria di un cristiano. La gioia più profonda di un figlio di Dio è quando si rende conto della profondità della sua salvezza eterna.

 

Nelle antichità, le città avevano un registro dei loro abitanti ma quando qualcuno moriva o commetteva un grave crimine, il suo nome veniva cancellato, il che dimostrava che non era più considerato cittadino di quella città. Tuttavia, Gesù ci dà la certezza che questo non accade nel Libro della Vita di cui parla Apocalisse 21.27. Chi crede e vive per Gesù non rischia di non essere um “cittadino” della Città Celestiale.

 

Qual è il motivo più grande e più reale della tua allegria? E ciò che possiedi? Le persone che ami? È la tua casa, il tuo lavoro, i tuoi progetti di vita? Se la tua gioia più grande è nelle cose che hai, non hai ancora lasciato che Cristo sia il Signore della vita. Se la tua gioia più grande è verso qualcuno che fa parte della tua vita, per quanto preziosa possa essere, non hai ancora capito cosa significa amare Dio sopra tutte le cose. Se la tua gioia più grande è in te stesso e non nella grazia di Dio, forse non hai ancora capito cosa significa avere il nome scritto nei cieli.

 

Non c’è benedizione più grande che vivere sotto la grazia e l’amore di Dio e non c’è gioia più grande che avere il nome scritto nei cieli. Pertanto, che le stesse parole che Gesù disse a quei discepoli siano le stesse per i nostri cuori oggi: “Rallegratevi”. La grazia di Gesù è sufficiente per inondare la nostra vita della vera gioia.

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