Gli elementi costitutivi dell’opera missionaria di Gesù

I verbi che descrivono Gesù nei luoghi verso cui è diretto per compiere la sua opera dimostrano che è proprio Lui a dirigersi verso “gli altri”e non viceversa. Quindi è anche per noi un esempio da non trascurare.

ARTICOLO DI: Raffaele Scafuro*

 

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse» (Matteo 9:35-38).

 

L’evangelista Matteo, nel riassumere le imprese di Gesù durante il suo ministero, presenta gli elementi costitutivi della sua opera missionaria: insegnamento, predicazione del regno di Dio, guarigione e cura di ogni patologia sia fisica che psichica. Questa immagine costitutiva che ritrae Gesù proteso a compiere la sua azione è emblema di ogni discepolo e discepola di ogni epoca.

 

I tratti salienti che accompagnano il ministero di Gesù, rendendolo persuadente nella relazione con le persone, sono fondamentalmente quattro: L’autenticità,  genuinità con cui Gesù si presentava agli altri; l’empatia, attraverso la quale si immedesimava in ciò che in quel momento l’interlocutore provava a livello emotivo; l’accettazione incondizionata senza emettere nessun tipo di giudizio, ma accogliendo la persona come era; la compassione, cioè un coinvolgimento profondo della sofferenza altrui. Quando Gesù prova questo tipo di sentimento ha sempre di fronte delle persone che si trovano in uno stato di sofferenza a causa di due bisogni principali: spirituali e materiali.

 

Quante volte Gesù risponde compassionevolmente guarendo o curando ogni tipo di malattia o soddisfacendo il bisogno di nutrimento? Le “folle” stanche e sfinite, deluse e abbandonate, ingannate e opprese da cattivi maestri e leaders, esse trovano nella compassione di Gesù l’autentica ed efficace risposta ai loro problemi, proprio perchè Gesù solidarizza con il loro dolore ed elabora una risposta adeguata alle loro necessità.

 

Anche oggi vige l’urgente bisogno che la compassione del Signore agisca nei cuori e nelle vite di tante persone che vivono nel dolore e disperazione. COSA FARE? E’ Gesù a tracciare la via da seguire: “Gli operai sono pochi, la messe è grande… pregate,dunque, il Signore della messe affinchè mandi altri operai nella messe”. Ovvero, perchè altri salvati si possano aggregare alla chiesa del Signore per essere mezzi di salvezza per altri. Da salvati in Cristo a operai di Cristo. Da operai del Signore, discepolati, preparati per compiere l’opera missionaria verso i nostri contemporanei.

 

COME REALIZZARE QUESTA OPERA? Tenendo conto di quanto abbiamo colto nella riflessione sulle caratteristiche salienti di Gesù, per ottenere una buona riuscita nella relazione di aiuto per la “salvezza”. Pertanto, preghiamo, si, come ci invita a fare Gesù, perchè altre anime accettino Gesù Cristo come personale salvatore e entrino a fare parte degli “operai di Cristo”. Ma, allo stesso tempo, preghiamo e chiediamo al Signore di insegnarci ad essere autentici, empatici, accoglienti e compassionevoli verso tutti coloro con cui intratteniamo una relazione, perchè possano vedere in noi un autentica compassione di Cristo.

 

*Raffaele Scafuro: presidente della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Vigevano

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